L'apicoltura, branca dell'agricoltura, è l'allevamento, da parte dell'uomo,
di api da miele allo scopo di sfruttare i prodotti dell'alveare.
L'apicoltore deve procurare alle api un luogo riparato, avere cura dell'alveare
e vegliare sull'ambiente circostante. Egli raccoglie una parte prestabilita
dei suoi prodotti: miele, polline, cera, pappa reale e propoli.
Questa attività, praticata in tutti i continenti, manifesta comunque
delle differenze geografiche, a seconda della varietà di api, del clima
e del livello di sviluppo economico. Nell'apicoltura si fondono attività
antiche e ancestrali, come l'affumicatura dell'arnia, con metodi moderni come
l'inseminazione artificiale o lo studio del tragitto delle api con l'utilizzo
di microsensori radar.
Come detto sopra, l'apicoltura consiste soprattutto nell'allevamento di api
domestiche produttrici di miele (Apis mellifera, Apis nigrocinta, oltre
ad altre specie senza pungiglione della famiglia dei Meliponini). L'ape
è l'unico insetto, insieme al bombice del gelso, che viene denominato
con l'appellativo di domestico.
Queste specie di api possono ritornare allo stato selvatico se sfuggono dall'arniaio
in occasione della sciamatura, ovvero diventano domestiche in occasione della
cattura di uno sciame selvaggio. La conduzione di una colonia di api domestiche
consiste principalmente nel sorvegliare la consistenza della popolazione degli
alveari.
Per riprodursi e sopravvivere, una colonia di api cerca di accumulare un massimo
di provviste durante la stagione favorevole, al fine di poter attraversare
senza problemi la (o le) stagioni svavorevoli.
Nei Paesi della fascia settentrionale, questo periodo è l'inverno,
mentre nella fascia meridionale ed in Africa è la stagione secca.
Per qualsiasi intervento all'interno dell'alveare è necessario prima
far uscire le api. In questo modo, la maggioranza delle api rimarrà
per un po' di tempo fuori dall'alveare, facilitando l'intervento al suo interno.
L'operazione con cui gli insetti di una colonia vengono fatti fuoriuscire
è detta affumicatura. L'apertura dell'alveare va fatta solamente
quando c'è bel tempo. Esistono numerosi modelli di affumicatore, comunque
funzionano tutti secondo lo stesso principio. Il fumo è prodotto da
un combustibile trattenuto dentro un recipiente di latta; la combustione è
incompleta, per questo viene prodotta una grande quantità di fumo.
Un mantice permette di spingere il fumo fuori dal recipiente, attraverso una
conduttura conica, e di dirigerne il flusso. Il materiale usato come combustibile
può essere paglia, aghi di pino oppure cartone non trattato.