Una casa editrice musicale è un'impresa che produce contenuti
che vengono resi disponibili al pubblico su diversi formati: cartaceo (spartiti,
libretti d'opera), audio (musica su dischi, CD o file), video (videocassette,
DVD).
Una casa editrice musicale è quindi un'impresa che mette a disposizione
del pubblico registrazioni musicali (su diversi supporti), ma anche musica
originale, spartiti, trascrizioni e arrangiamenti.
Quello di editore musicale è un mestiere di grande valore economico
e culturale. L'editore seleziona tra un numero elevato di autori quelli da
pubblicare. Il suo giudizio si fonda sulle qualità stilistiche dei
lavori esaminati, sull'originalità, sul «suono d'insieme»,
piuttosto che sulla previsione di un eventuale successo. Quando l'editore
decide di entrare in un mercato nuovo, per esempio di trattare un nuovo genere
musicale perché pensa che possa piacere al pubblico, va egli stesso
in cerca di talenti da lanciare.
Una volta che ha scoperto un nuovo talento, l'editore si prende il rischio finanziario del lancio sul mercato. L'editore rientra circa del 50% dall'investimento iniziale, ma una quota del suo guadagno deve andare, ovviamente, all'artista.
I grandi editori sono stati i primi ad apprezzare e sostenere i nuovi compositori:
il loro ruolo nello scoprire nomi nuovi è innegabile.
Inoltre sono anche "archivisti": conservano gli spartiti e le registrazioni
originali di brani di grande valore e sono quindi anche i custodi della memoria,
ruolo preziosissimo in un'arte che vive nel "qui ed ora" come la
musica.
Il più importante editore musicale italiano è senz'altro la
Ricordi, casa editrice musicale nata a Milano nel lontano 1808. Inizialmente
pubblicava e vendeva spartiti di «musica colta» e libri didattici.
Con l'invenzione del grammofono, alla fine dell'Ottocento, la casa entrò
nel mercato delle registrazioni musicali. L'invenzione del microsolco, nel
1947, diede un nuovo impulso al mercato discografico: nacquero il «33
giri» ed il «45 giri». Intanto nuove case editrici si affacciarono
sulla scena del mercato discografico italiano.
Negli anni Sessanta nacque anche in Italia la moda di cantare in gruppo, sull'onda
del successo delle band di lingua inglese. Fiorirono le etichette indipendenti.
Alcuni cantanti di successo decisero di mettersi in proprio. Tra essi, Adriano
Celentano, che nel 1961 fondò l'etichetta indipendente Clan, che pubblica
i suoi dischi ancora oggi.