Macchina che consente di diserbare, di combattere le malattie delle piante, di distruggere gli insetti nocivi alle coltivazioni e di spandere il concime. Nel settore della viticoltura esistono polverizzatori portabili, a traino e macchine a ultrasuoni.
Maccina agricola, generalmente automotrice, concepita per assicurare la
raccolta dell'uva. La vendemmiatrice effettua in una sola operazione l'insieme
delle operazioni della vendemmia: taglia ed asporta i grappoli e poi li
trasporta fuori dal campo. La vendemmiatrice necessita di lavori preparatori
sulla vigna: il livello del terreno deve essere piano per permettere una
buon accesso della macchina, i paletti della vigna stessa devono essere
disposti in maniera razionale.
La macchina non può essere utilizzata in tutte le situazioni, né
è adattabile a tutti i vitigni. Le disposizioni vigenti, per alcune
qualità di vino, impongono che il grappolo rimanga intero, anche
dopo la sua asportazione dall'albero. Bisogna infatti che i grani d'uva
si stacchino rimanendo integri, in quanto una eventuale sfregiatura ne pregiudicherebbe
la qualità.
Altri due inconvenienti sono la quota di uva non raccolta (in genere si
aggira sul 6%) ed il fatto che in mezzo alla raccolta finiscono talvolta
foglie e piccioli.
Macchina progettata per produrre un movimento accelerato sfruttando un meccanismo di rotazione. Può essere utilizzata per purificare rapidamente i vini dopo la fermentazione alcolica o prima del filtraggio, in vista della messa in bottiglia. La centrifuga permette di eliminare rapidamente gran parte del particolato e dei microorganismi in sospensione, responsabili dell'eventuale cattivo gusto e delle alterazioni microbiologiche.
Macchina per pigiare l'uva. Sostituisce l'azione dell'uomo, che per secoli ha effettuato la pigiatura entrando nella botte e premendo coi piedi sui grappoli.
Macchina agricola utilizzata per la spremitura dell'uva allo scopo di estrarne
la vinaccia da destinare alla vinificazione. La fase della spremitura è
una fase cruciale nella produzione del vino poiché il tipo di pressione
condiziona in maniera significativa la quantità di composti chimici
che saranno presenti nel vino. Una buona spremitura deve evitare di triturare
l'uva, per evitare alterazioni nell'aroma, oppure l'ossidazione del mosto,
oppure ancora un vino troppo ricco di depositi.
Infine, la spremitura deve essere sufficientemente dolce, senza però
essere troppo langue, debole. Spetta all'enologo scegliere la giusta quantità
di pressione, a seconda degli obiettivi della produzione.